Dalla memoria al futuro, 100 anni di Totò Di Benedetto

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I 100 anni dalla nascita di un uomo che, con altri uomini e donne, inseguendo un sogno, ha fatto la liberazione del suo Paese, dell'Italia.

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A.A.A. Cercasi PRESIDENTE DEL CONSIGLIO

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Quo vadis Italia

16.10.10 - Aperitivo Politico Musicale con il Sen.Claudio Micheloni

"Quo vadis Italia. La situazione politica in Italia: analisi e prospettive"   al piano Serena Chillemi.

al termine verrà offerto un aperitivo

Il Circolo "Sez.PD di Monaco di Baviera" organizza un aperitivo politico-musicale con il Senatore Claudio Micheloni, Sabato 16.10.10  alle ore 19:00 presso la Pasingerfabrik Quo Vadis Italia http://www.pasinger-fabrik.de http://pd-monaco.de/
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28.7.2010 Monaco, Le Dame ed il Cavaliere

Mercoledì 28 luglio alle ore 18.00 al cinema  Rio Palast verrà proiettato il film inchiesta „Le Dame e il Cavaliere“. A presentarlo sarà l’autore e regista Franco Fracassi, giornalista già noto al pubblico per le inchieste sull’11 settembre – Zero - e sul terremoto in Abruzzo – Sangue e Cemento – il quale rimarrà a disposizione per un dibattito a fine proiezione. Il film documentario indaga e racconta vicende private e politiche del Presidente del Consiglio italiano, Silvio Berlusconi. È il risultato di una raccolta di notizie, retroscena, immagini ed interviste avvalendosi  anche delle intercettazioni telefoniche desecretate da alcune procure e da registrazioni finora non rese note dal circuito informativo, e che fa capire alcuni dei meccanismi nascosti che muovono il potere in Italia. Il film privo di qualsiasi intento o racconto diffamatorio rischia di non essere diffuso. Cercando di distribuirlo nei grandi circuiti editoriali e cinematografici gli autori del documentario hanno toccato con mano il grado di libertà in cui versa l’informazione in Italia. Tutti hanno avuto paura, chi per motivi politici, chi economici e chi di dipendenza lavorativa – e sono rimasti soli. Non solo, ma il film rischia di divenire illegale e coloro che lo hanno realizzato dei fuorilegge a causa della legge sulle intercettazioni (conosciuta come legge-Bavaglio) che sta per essere varata dal Parlamento. Eppure il gruppo di lavoro che lo ha realizzato ha deciso di andare avanti, di distribuire il film con le proprie forze, e con quelle di tutti coloro che hanno a cuore la libertà, la democrazia e l’indipendenza dell’informazione di questo Paese. Questo film sta girando in Italia grazie al sostegno di singoli cittadini ed associazioni che attraverso la proiezione e l’acquisto del dvd aiutano a diffondere questa impresa politico-culturale divenuta ormai una battaglia di libertà. Am Mittwoch den 28.Juli um 18.00 zeigt der Rio Palast (Adresse) den Dokumentarfilm : Le Dame e il Cavaliere (I / dt. Untertitel). Der Autor und Regisseur Franco Fracassi – bekannt durch “Zero” einen Film über den 11. September und     “Sangue e Cemento” einen Film über das Erdbeben in den Abruzzen steht nach der Vorfühtung zur Diskussion bereit. Der Film zeigt die Wechselfälle des privaten und politischen Lebens von Silvio Berlusconi und macht die versteckten Mechanismen der Macht in Italien deutlich. Die Informations- und Pressefreiheit in Italien ist durch das Gesetz gegen “intercettatizioni” (Telefonabhörungen) akut bedroht;  auch dieser Film steht auf dem Index und wird eingezogen, sobald das Gesetz “legge Bavaglio” durch das Parlament abgesegnet wird. Schauen Sie ihn an, solange das noch möglich ist ! Unterstützen Sie den Kampf für die Freiheit des Journalismus auch in Italien!
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Le Dame ed il Cavaliere
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Uno, due, tre...si vota!

Il 4 Luglio scorso ci siamo recati in tre in cabina elettorale. Nico ed io abbiamo votato per la legge a favore del divieto totale di fumo nel locali pubblici. Ovviamnete abbiamo votato si, ed i si hanno superato abbondamentemente la maggioranza richiesta. Una volta tanto abbiamo votato per la parte voncente....evento raro negli ultimi tempi! Penso che l'immagine di Nico seduto nella cabina di fianco alla mia, che vota, con Vittoria in braccio, rimarrà il ricordo più vivo del percorso che ci ha portato alla doppia cittadinanza. Ed insieme al ricordo un dubbio: sollevando la testa e guardando verso di loro mi sono resa conto che Vittoria aveva in mano la matita...chi dei due avrà fatto la fatidica croce?? Credo che non lo saprò mai :)
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Nove mesi dopo...

Eravamo tutti e 3 in casa quando Nico prese la posta. C’era una bella notizia: potevamo andare a ritirare le tre pergamene: i nostri atti di doppia cittadinanza! Il Lunedì, nella pausa pranzo, ci ritroviamo tutti e 3 al KVR, con le fotografie necessarie per richiedere carta d’identità e passaporto tedeschi. Erano passati 9 mesi dall’ultima volta che eravamo stati in quell’ufficio a consegnare le carte, il 3 Aprile 2009. Dopo una breve attesa l’impiegata dell’ufficio immigrazione e cittadinanza ci fa entrare, ancora un po’ di ping-pong con la collega su chi si sarebbe occupata di ultimare la nostra pratica e poi ci fanno prendere posto di fronte alla più sorridente tra le due. Meglio così ;-) Eravamo emozionati, non lo nascondo! Vittoria disegna ed io mi chiedo quante carte avremmo ancora dovuto firmare. Ci vengono fatte un po’ di domande, soprattutto per capire se nei nove mesi intercorsi a partire dalla redazione della domanda fosse cambiato qualcosa nelle nostre vite, private e professionali. Così non era, quindi tutto tranquillo. Ci vengono illustrati i nostri diritti e soprattutto i doveri e le condizioni alle quali sottostare per non perdere la doppia cittadinanza a appena conseguita. Una evidente causa di perdita della cittadinanza tedesca sarebbe, ad esempio, il conseguimento di una terza. Nico va a pagare mentre noi tutti speravamo che il pos della cassa funzionasse, visto che non avevamo con noi i 570€ necessari al pagamento della pratica…. Nico fa presto: il pos funzionava! Arriva il momento del giuramento. Vittoria ha finito di disegnare sul foglio e comincia a disegnare sul tavolo…. l’impiegata è, per nostra fortuna, indulgente. Giuriamo  uno alla volta, Nico ed io, sulla costituzione tedesca e poi su quella bavarese. Firmiamo. E’ fatta. L’impiegata ci fa gli auguri. E’ il 25 Gennaio 2010. Purtroppo scopriamo che per richiedere i documenti di identità occorre rivolgersi ad un altro ufficio che stava, appunto per chiudere. Facciamo una corsa, e anche senza far valere il nostro diritto di precedenza per via della presenza con noi della piccola tedeschina in fasce (Vittoria) – evidentemente non siamo ancora abbastanza tedeschi…..- riusciamo ad essere ricevuti come ultimi utenti della giornata. Devo dire che un po’ mi è dispiaciuto per l’addetta che si è occupata di noi, soprattutto di me, a causa delle mie fotografie, in cui non posavo in modo perfettamente frontale o in cui sorridevo quando sorridere non si può… insomma ho dovuto rifarle alla macchinetta dell’ufficio, cosa che avrei evitato volentieri.  Alla fine anche le ultime foto non vanno bene, ma chiedo che pro di richiesta del passaporto, mentre quella della carta d’identità è meno problematica. Era tardi e non ho voluto rifare ancora una volta le foto. Andiamo via e torniamo al lavoro, con le nostre pergamene verde acqua sottobraccio ed un diritto di cittadinanza in più per tutti e tre.
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Berlusconi e la sua battaglia contro l’Italia.

"Chiunque abbia potere è portato ad abusarne; egli arriva sin dove non trova limiti [...]. Perché non si possa abusare del potere occorre che [...] il potere arresti il potere". "In base al primo di questi poteri (n.d.r. potere legislativo) , il principe o il magistrato fa delle leggi per sempre o per qualche tempo, e corregge o abroga quelle esistenti. In base al secondo (n.d.r potere esecutivo), fa la pace o la guerra, invia o riceve delle ambascerie, stabilisce la sicurezza, previene le invasioni. In base al terzo (n.d.r. potere giudiziario), punisce i delitti o giudica le liti dei privati".Così Montesquieu nel suo “Spirito delle leggi”, 1748.

E’ un balzo indietro di 260 anni quello che il premier Silvio Berlusconi ci propone da Sofia: non solo rinnegare le conquiste acquisite con la nostra Carta Costituzionale e prima ancora con lo Statuto Albertino, ma addirittura l’asservimento del potere giudiziario a quello legislativo e forse di entrambi all’esecutivo. Una teoria giacobina che ricorda la Costituzione francese in vigore dal 1793 al 1795, che aveva concentrato tutti i poteri nell'assemblea elettiva. Questa teoria trova ulteriore riscontro solo negli stati totalitaristi e comunisti - per i quali Berlusconi non perde occasione di condanna.

Se non fosse che la credibilità interna di Berlusconi è drammaticamente diminuita, se non fosse per l’intervento della stampa che si sforza di contrastare il suo potere mediatico, se non fosse per l’influenza esercitata da democrazie mature ed amiche, ed il controllo che l’Unione Europea esercita sui propri stati membri, affermazioni di questo genere, insieme all’evidente mancanza di rispetto nei confronti delle Istituzioni della nostra Repubblica, ci sarebbe da dire che in Italia qualcuno vorrebbe attentare alla democrazia, alla libertà, alla repubblica e allo stato di diritto.

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08.10.2009 Con Rosy Bindi Silvio Berlusconi offende tutte le donne.

La superiorità e lo stile mettono in difficoltà Silvio Berlusconi: questa la conclusione che si trae avendo ascoltato l'improbabile giudizio espresso da quest'ultimo su Rosy Bindi. Il premier non è altro che una vittima del suo stesso messaggio di asservimento all'immagine e reagisce aggredendo chi sovverte con i contenuti la scala di non valori che egli invece da decenni promuove.

Berlusconi offende Rosy Bindi e con lei tutte le donne e anche a causa di questo atteggiamento pregnante di machismo, rappresenta un pessimo esempio di Italianità oltre che di uomo di Stato.

L'indipendenza intelelttuale ed il coraggio politico spaventano ed inducono all'aggressione chi non ha altri mezzi, chi è abituato a fare esercizio di potere, chi promuove un approccio consumistico alla vita stessa in ogni sua sfaccettatura.

La persona al centro del dibattito politico, il rispetto per per la legge , per le regole e per le Istituzioni, sobrietà, eleganza, umiltà, tolleranza delle diversità e delle opinioni, capacità di dialogo sono elementi la cui mancanza mi preoccupano come persona e come militante politico e mi offendono profondamente come donna.

L'Italia di Berlusconi non è l'Italia che sogno.

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10 Agosto 2009 - Cultura e Immagine: la Sicilia e chi la svende.

"Sicilia. Il triangolo nel Mediterraneo, culla di Cosa nostra". Da siciliana, da italiana, da migrante, da ragazza del '92, da target delle mire pubblicitarie, da potenziale consumatrice e turista mi sento offesa da slogan di questo genere.
Mi sento non meno offesa da alcuni souvenir che i siciliani stessi vendono, ad esempio all'aeroporto di Catania, che il Governatore Lombardo dovrebbe ben conoscere: magliette, e perfino bavaglini per bambini, ad esempio, con  la scritta "Io sono mafioso".
Mi indigno ogni qual volta la parola "Mafia" diventa slogan, strumento pubblicitario, marketing. La mafia, le mafie, approfittano del consumismo e la nostra societá neocapitalista si lascia, purtroppo, ben strumentalizzare dalla malavita diventandone piazza e mercato.
Cosa Nostra è una piaga dolorosa che ogni giorno cammina sulle stesse gambe che ancora oggi, mai stanche, trascinano e urlano le idee di Falcone e Borsellino. Solo un popolo "fiolosofo" come quello siciliano può avere la maturità di accettare che delle proprie tragedie si possa ridere.  Ciò non vuol tuttavia dire necessariamente che si accetti di essere trasformati in ciò che non si vuole essere, di essere venduti per ciò che non si è. Trasformare la Mafia in un marchio o in uno slogan è pericoloso perché rischia di alimentarne il business. L'Antimafia è altro! La Sicilia e molti siciliani stanno lavorando per cambiare la cultura e l'immagine della nostra terra. Cultura e immagine si intrecciano, non cambia l'una se anche l'altra non cambia. Spesso diventiamo ciò che gli altri vogliamo vedere  -  non posso non pensare al film "Malena" del bravo regista Siciliano Peppuccio Tornatore, che non parla di Mafia ma che ben esprime questo principio. Alcuni progressi possono essere apprezzati, pigri, figli della lentezza che la calura della trinacria soffia per i propri vicoli assolati e deserti.  Il regresso è invece veloce, molto più veloce, flessible,  talvolta irreversibile. Non aiutiamolo. Non trasformiamolo in facile guadagno  ad uso e consumo di turisti ignoranti,perché alla fine la perdita sarebbe incommesurabile e a perdere saremmo tutti, non solo i siciliani ma chiunque nella propria vita, anche solo per un attimo, abbia saputo amare.
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