28.7.2010 Monaco, Le Dame ed il Cavaliere

Mercoledì 28 luglio alle ore 18.00 al cinema  Rio Palast verrà proiettato il film inchiesta „Le Dame e il Cavaliere“. A presentarlo sarà l’autore e regista Franco Fracassi, giornalista già noto al pubblico per le inchieste sull’11 settembre – Zero - e sul terremoto in Abruzzo – Sangue e Cemento – il quale rimarrà a disposizione per un dibattito a fine proiezione. Il film documentario indaga e racconta vicende private e politiche del Presidente del Consiglio italiano, Silvio Berlusconi. È il risultato di una raccolta di notizie, retroscena, immagini ed interviste avvalendosi  anche delle intercettazioni telefoniche desecretate da alcune procure e da registrazioni finora non rese note dal circuito informativo, e che fa capire alcuni dei meccanismi nascosti che muovono il potere in Italia. Il film privo di qualsiasi intento o racconto diffamatorio rischia di non essere diffuso. Cercando di distribuirlo nei grandi circuiti editoriali e cinematografici gli autori del documentario hanno toccato con mano il grado di libertà in cui versa l’informazione in Italia. Tutti hanno avuto paura, chi per motivi politici, chi economici e chi di dipendenza lavorativa – e sono rimasti soli. Non solo, ma il film rischia di divenire illegale e coloro che lo hanno realizzato dei fuorilegge a causa della legge sulle intercettazioni (conosciuta come legge-Bavaglio) che sta per essere varata dal Parlamento. Eppure il gruppo di lavoro che lo ha realizzato ha deciso di andare avanti, di distribuire il film con le proprie forze, e con quelle di tutti coloro che hanno a cuore la libertà, la democrazia e l’indipendenza dell’informazione di questo Paese. Questo film sta girando in Italia grazie al sostegno di singoli cittadini ed associazioni che attraverso la proiezione e l’acquisto del dvd aiutano a diffondere questa impresa politico-culturale divenuta ormai una battaglia di libertà. Am Mittwoch den 28.Juli um 18.00 zeigt der Rio Palast (Adresse) den Dokumentarfilm : Le Dame e il Cavaliere (I / dt. Untertitel). Der Autor und Regisseur Franco Fracassi – bekannt durch “Zero” einen Film über den 11. September und     “Sangue e Cemento” einen Film über das Erdbeben in den Abruzzen steht nach der Vorfühtung zur Diskussion bereit. Der Film zeigt die Wechselfälle des privaten und politischen Lebens von Silvio Berlusconi und macht die versteckten Mechanismen der Macht in Italien deutlich. Die Informations- und Pressefreiheit in Italien ist durch das Gesetz gegen “intercettatizioni” (Telefonabhörungen) akut bedroht;  auch dieser Film steht auf dem Index und wird eingezogen, sobald das Gesetz “legge Bavaglio” durch das Parlament abgesegnet wird. Schauen Sie ihn an, solange das noch möglich ist ! Unterstützen Sie den Kampf für die Freiheit des Journalismus auch in Italien!
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Le Dame ed il Cavaliere
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Il Partito che vogliamo!

Walter Veltroni si è dimesso questa settimana da segretario del PD dicendo che questo non è il PD che sognava.

La Sezione del PD di Monaco di Baviera ha voluto indire una propria riunione straordinaria per valutare la difficile situazione ed il percorso da seguire.

Il nostro è un problema di identità che ricorda quello che Massimo D’Azeglio affrontava in un suo scritto del 1865 (*). Nonostante i grandi sforzi compiuti da parte di tanti dobbiamo ammettere che non è nemmeno il PD che sognavamo noi! Occorre a questo punto chiederci seriamente che partito vogliamo. Chi siamo oggi e chi vogliamo diventare, in quali valori ci riconosciamo.

Tolstoj scrisse che un leader carismatico non è altro che una etichetta che esprime le istanze di un popolo intero. Se un leader non ce l’abbiamo non è colpa del leader che non c’è, ma delle nostre istanze. Mancano giovani di spicco. Sono stati lasciati nella bambagia, rallentandone la crescita e raccontando loro che erano ancora troppo giovani. Purtroppo la verità è che l’Italia è vecchia, come dice Veltroni: l’Italia è seduta! Avremmo voluta farla rialzare e non ci siamo riusciti. Non ancora.

Veltroni l’anno scorso ha fatto una grande campagna elettorale, di immagine e di contenuti importanti. Ha sollevato l’entusiasmo di tanti che hanno deciso di accostarsi per la prima volta alla politica. Oggi rischiamo di sprecare le tante energie raccolte e non vogliamo, non possiamo!

Ripartiamo chiedendoci chi siamo. Non serve cambiare i nomi dei partiti se da decenni e mezzi secoli i politici invece rimango gli stessi, immobili ed immutabili. L'impegno politico nel quale la nostra Sezione si riconosce è una forma di servizio reso al Paese: prendiamo le distanze da qualunque forma di arrivismo, carrierismo, personalismo.

Noi crediamo nella moralità, nella sobrietà, nella trasparenza, nel riformismo, nella democrazia, nella possibilità di ciascuno di noi di disegnare il proprio futuro. E’ inutile cercare continuamente di cambiarsi per cercare di piacere, inutile rincorrere il risultato elettorale. Capiamo chi siamo e dove vogliamo andare, la strada è comunque lunga, e per questo servono energie molto giovani.

Ripartiamo da una assemblea vera, con votazioni vere e non di facciata. Scegliamo bene i nostri amici e non accettiamo compromessi che non desideriamo. Chiudiamo la porta in faccia a personalismi, arrivismi, qualunquismi e andiamo avanti!

*“L'Italia da circa mezzo secolo s'agita, […] (n.d.r. ma la difficoltà) maggiore, la vera, quella che mantiene tutto incerto, tutto in forse, è la lotta interna. I più pericolosi nemici d'Italia non sono gli Austriaci, sono gl'Italiani. E perché? Per la ragione che gl'Italiani hanno voluto far un'Italia nuova, e loro rimanere gl'Italiani vecchi di prima, colle dappocaggini e le miserie morali che furono ab antico il loro retaggio perché pensano a riformare l’Italia, e nessuno s’accorge che per riuscirci bisogna, prima, che si riformino loro, perché l’Italia, come tutt’i popoli, non potrà divenir nazione, non potrà esser ordinata, ben amministrata, forte così contro lo straniero come contro i settari dell'interno, libera e di propria ragione, finché grandi e piccoli e mezzani, ognuno nella sua sfera, non faccia il suo dovere, e non lo faccia bene, od almeno il meglio che può. [...]. Il primo bisogno d'Italia è che si formino Italiani dotati di forti caratteri. E pur troppo si va ogni giorno più verso il polo opposto: pur troppo s'è fatta l'Italia, ma non si fanno gl'Italiani” Massimo d'Azeglio, "I miei ricordi, 1865”

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I diritti umani non possono tramontare su Lampedusa!

Mit Entsetzen schauen wir, die in Deutschland lebenden Italiener, auf die Zustände in einem völlig überfüllten Flüchtlingslager auf der süditalienischen Insel Lampedusa. Entstanden ist diese Situation durch Anweisung des italienische Innenministers Roberto Maroni, danach sollen alle illegalen Einwanderer auf der Insel bleiben, um sie dann von dort direkt wieder nach Nordafrika. abzuschieben. Wir verurteilen dieses Vorgehen zutiefst. Besonders Italien, deren Bürgerinnen und Bürger gerade in den 60 und 70 Jahre das Land in großer Zahl verlassen haben, um Arbeiten zu können und um ein besseres Leben zu führen, darf und kann sich so ein menschenverachtendes Verhalten gegenüber Flüchtlingen nicht leisten.
Daher fordern wir den italienischen Innenminister Roberto Marconi und den Premierminister Silvio Berlusconi auf, die Anweisung sofort ausser Kraft zu setzen und für menschenwürdige Bedingungen in den Einrichtungen zu sorgen.
Con orrore la comunità italiana in Germania assiste alla scena offerta dall'isola di Lampedusa, nel sud più profondo d'Italia, straripante di migranti ivi rifugiatisi Il problema della ricezione degli immigrati clandestini è escalata ulteriormente in seguito alle disposizioni del Ministro degli Interni italiano, Roberto Maroni, di non spostare i rifugiati dall'isola verso altri centri d'accoglienza, e di rimandarli in nord Africa, nei rispettivi paesi di provenienza, direttamente da quello, insufficiente per capacità e risorse disponibili, di Lampedusa. Noi condanniamo profondamente questa scelta. "L'Italia, paese i cui cittadini, paese i cui cittadini negli anni 60 e 70 sono dovuti emigrare in massa per garantirsi il diritto al lavoro ed ad una sussistenza dignitosa, non può permettersi di agire in questo modo. Per queste ragioni chiediamo quindi al Ministro Roberto Maroni e al Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, di ritirare le disposizioni date e di far sì che le persone coinvolte ricevano un trattamento dignitoso ed in linea con i diritti umani. Lillo Chianta Daniela Di Benedetto Gennaro Sposato
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